Il Wireless, la cosiddetta connessione senza fili, è un metodo per connettere fra loro i computer senza usare nessun tipo di cavo. Negli ultimi anni, questa novità si è espansa sempre di più fino a diventare un punto di riferimento in luoghi pubblici come aereoporti, università, stazioni, parchi, biblioteche insomma, una vasta rete di onde radio. Un servizio delle Iene di ieri sera, ha mostrato, a mio avviso, un ottimo servizio la quale spiega come sia semplice essere attaccati da un hacker durante una connessione Wireless o comunemente chiamata per abbreviazione WiFi, non protetta da chiavi di sicurezza.
Il servizio si apre facendo una piccola sintesi di che cosa si parla quando si sente la parola “Rete Wireless” e citando il termine: wardriving. Semplicemente, un’attività che consiste nell’intercettare tutte reti Wi-Fi tramite un ricevitore GPS che registra la loro posizione. Ma sorvoliamo su questo argomento e focalizziamoci meglio sul vero argomento.
La iena Viviani, in collaborazione con due hacker, inizierà un esperimento molto interessante. I tre, in un primo momento, analizzano una vasta zona contenente reti WiFi aperte e quindi tranquillamente accessibili da qualsiasi dispositivo. Proprio in questo momento si introduce il discorso hacking, attaccare una rete wireless e provocare parecchi danni.
Un accorgimento che viene subito fatto notando la descrizione della rete è il tipo di protezione che spesso viene indicata dal fornitore stesso tramite una stringa di caratteri e numeri, con un semplice programmino mobile, è possibile scoprire la corrispondente password della rete protetta; se non si è cambiato il nome originale che viene assegnato al momento della consegna della rete. Un consiglio, appena acquistate un modem, assicuratevi di avere la connessione WiFi protetta che sarà di tipo WPA, e cambiategli subito il nome.
Il video mostra ancora come sia possibile trovare la password che protegge la rete in una manciata di secondi, 20 per essere precisi, e in un batter d’occhio navigare su Internet e fare ciò che si vuole, inviare mail, chattare su Facebook, Messenger e usufruire di tutto quello che offre la rete. Una volta entrati nel punto di accesso protetto, dopo avendolo crackato, si può sapere in quali siti l’amministratore della rete visita! Ma c’è di più, seguendo tutto con un software in diretta le azioni del mal capitato, a conseguenza del grande traffico che gira, si può risalire anche a indirizzi email e password strettamente private che sono state digitate all’istante.
Successivamente si potrebbe provare a utilizzare quei dati per altri servizi come Facebook, sfruttare portali dove si comprano per esempio dei vestiti e fare degli acquisti con i dati bancari immessi dalla vittima. Insomma, si possono fare migliaia di cose, ovviamente tutte illegali e quindi punibili dalla legge!
Fonte:
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